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Zamagni e l’impresa “civile”

Zamagni all'evento di mediamo

L’economista protagonista dell’incontro per i 17 anni di MediaMo

E tu cosa fai? Questo lo slogan impresso sul biglietto di invito per il compleanno dell’agenzia di comunicazione Mediamo di Modena, diretta da Andrea Cavallini e Paolo Seghedoni, che ha festeggiato i suoi 17 anni con un evento pubblico organizzato alla Casa Ecologica. Non è la prima volta che la ricorrenza diventa occasione pubblica per riflettere su temi importanti che riguardano la responsabilità sociale d’impresa e quest’anno si è fatto il punto sul Welfare Aziendale.
Ospiti della serata sono stati il professor Zamagni, economista dell’Università di Bologna e la dottoressa Giuliana Urbelli, assessore alle politiche di Welfare del Comune di Modena.

Zamagni per Mediamo a ModenaZamagni nel suo discorso, ha spostato l’attenzione sulla necessità di fare un passo avanti riguardo a quanto si sta facendo in quest’ambito introducendo il concetto di responsabilità civile dove l’impresa non può più limitarsi a seguire ciò che la legge prescrive ma deve concorrere a realizzare regole del gioco migliori che non possono guardare solo all’interno di sé stessa ma devono rivolgersi alla civitas, la città delle persone e delle anime. L’intervento del professore si è chiuso con una frase del poeta e filosofo indiano Tagore, “Quando tramonta il sole non piangere, perché le lacrime ti impedirebbero di vedere le stelle”, volendo così sottolineare che oggi ci troviamo in questa situazione ma che un gruppo di imprenditori illuminati può avviare un discorso diverso e innescare un welfare generativo.
Partendo da questa nuova visione anche l’assessore Urbelli ha rimarcato che non è più possibile contare su politiche di welfare basate quasi esclusivamente su uno stato che raccoglie e distribuisce risorse tramite il sistema fiscale e i trasferimenti monetari, ma serve un welfare che sia in grado di rigenerare le risorse (già) disponibili, responsabilizzando sia le imprese, che possono fornire un importante aiuto non solo ai propri diretti dipendenti ma anche all’intera comunità, sia le persone che ricevono questo aiuto, al fine di aumentare il rendimento degli interventi delle politiche sociali a beneficio dell’intera collettività. Ben vengano allora le cooperazioni tra imprese che, come sottolineava ancora Zamagni, inneschino quella triangolazione tra pubblico, privato e terzo settore dove tutti devono mettere qualcosa.

Paola Ducci