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Voglio una vita… sostenibile!

Manuela e la sua casa nel bosco: luce, sole e erba per ritrovare se stessi

“Da quando sono “diventata grande” nella mia vita sono presenti l’impegno politico, il volontariato e uno stile di vita sostenibile”. Incontriamo Manuela Pagnotta, 36 anni, sposata con Claudio e madre di Riccardo, che sta progettando il suo trasferimento da Mirandola a una casa nel bosco a Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese. “Nella mia vita prima di mio figlio ero una grafica pubblicitaria, ora sono una mamma a tempo pieno – ci racconta sorridente Manuela – Per l’impegno politico, tralascio l’ideologia perché credo che la capacità di cambiamento attraverso la politica si manifesti andando a fare la spesa. Infatti è decidendo quotidianamente a chi dare i nostri soldi che decidiamo le sorti di questo pianeta. Quotidianamente si può decidere di mangiare una bistecca di manzo la cui impronta idrica è di 15.415 lt/Kg oppure un piatto di riso la cui impronta idrica è di 1.644 lt/kg (fonte: Water Footprint Network). Si può decidere di fare la spesa dal contadino che coltiva con metodo biologico vicino casa nostra oppure di alimentare l’agrindustria e la grande distribuzione organizzata fatte di veleni, sfruttamento del lavoro, delle risorse naturali e di inquinamento attraverso i mezzi di trasporto. In quest’ottica, ogni persona ha la possibilità di cambiare il Mondo dalla mattina alla sera, pacificamente”.
Volontariato e sostenibilità
“Da circa dieci anni faccio parte del GASMO e nell’ultimo anno faccio parte del consiglio dell’associazione ONLUS che gestisce il Giardino Botanico La Pica di San Felice s/P. Essere socia di un GAS comporta sia un lato pratico, che è quello del fare una spesa consapevole, sia un aspetto etico: la “S” di solidale è il punto. Un GAS è solidale verso l’ambiente, cioè acquista solo biologico e locale, è solidale verso il produttore instaurando un rapporto di fiducia e pagando (al produttore) il giusto prezzo, è solidale verso i soci che costituiscono una rete in cui nascono anche amicizie. Mentre al GAS ci si unisce solo quando si è “pronti” per il passaggio da consumatore ad Essere Umano che sceglie in modo critico, il Giardino Botanico può essere ammirato a più livelli. Dalla persona che decide di fare una passeggiata per vedere i fiori, allo studioso che ricerca ecosistemi ormai persi. Il Giardino Botanico La Pica mi ha permesso di organizzare e partecipare ad iniziative (yoga per bambini e corso di Meditazione-Raja Yoga, ad esempio) che arricchiscono e completano il mio modo di vivere sostenibile”.
La riscoperta della nostra umanità
Quando si parla di “sostenibilità” la prima associazione mentale è “sostenibilità ambientale” e questo, per Manuela, è stato sicuramente il punto di partenza. “Ho imparato, nel tempo, che ci si dovrebbe occupare anche della sostenibilità “umana”, della sostenibilità “per la salute”, della sostenibilità “educativa”, eccetera. Insomma la sostenibilità non dovrebbe riguardare solo un aspetto della vita, ma dovrebbe essere uno stile di vita che spazia in tutti i campi in cui un Essere Umano può fare esperienza. Come si fa ad acquistare solo cibo biologico e contemporaneamente lavorare 10 ore al giorno in una “scatola” con luce al neon? Per quanto ci si possa impegnare, alla fine della giornata così trascorsa, è inevitabile essere un po’ stressati… Io e mio marito abbiamo deciso di uscire da questo meccanismo alienante che mette tranquilla la coscienza, ma che allontana dalle vere necessità dell’Essere Umano e quindi dalla felicità e dalla salute. Il nostro percorso di vita sostenibile a tutto tondo ha avuto inizio con il gesto simbolico di non avere in casa la televisione e dopo quattro anni da questa “liberazione” stiamo per trasferirci nella nostra casa nel bosco. Nel mezzo c’è stata la mia gravidanza che ci ha fatto capire quanto il sistema voglia controllare i nostri figli, dalle gravidanze ipermedicalizzate, alle proposte educative che nulla hanno a che fare con la gioia e la voglia di scoprire il Mondo di un bambino. Abbiamo anche preso coscienza che non è sufficiente “mangiare bene” per rimanere in salute, ma l’aria che respiriamo (24 ore al giorno non stop!) e i pensieri che affollano la mente incidono parecchio. Così è iniziata la ricerca della casa nel bosco. L’averla finalmente trovata porta con sé le dimissioni di mio marito dal suo lavoro a tempo indeterminato. In molti commentano la nostra scelta di vita dandoci dei coraggiosi. Per me, coraggioso è chi continua a respirare aria malsana, a credere che ci si debba tenere stretto il lavoro nonostante tutto, chi aspetta quei 15 giorni all’anno di vacanza per tirare un sospiro e trascorrere un po’ di tempo con i figli e gli amici veri. Non si può certo dire che siamo “solo” degli idealisti perché abbiamo già posto le basi per realizzare ciò che per noi vuol dire vivere in maniera sostenibile – conclude Manuela – Ed essere di esempio è l’unico insegnamento che conta, sia per i figli che per le persone che ci stanno intorno, che magari vorrebbero, ma si sentono spaventate dal cambiamento e sole.

Laura Solieri