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Modena e Reggio Emilia investono sulle nuove tecnologie e sulla partecipazione collettiva

Modena e Reggio Emilia, due realtà dell’Emilia Romagna ai vertici della classifica delle città cosiddette “smart”. Ma cosa significa davvero essere una Smart City? Una città è definibile “smart” quando gli investimenti in capitale umano e sociale, così come quelli in infrastrutture tradizionali (come i trasporti) e innovative che riguardano l’informatica e le nuove tecnologie, sono finalizzati a una crescita economica sostenibile e ad un’alta qualità della vita, mediante una gestione attenta delle risorse naturali utilizzando particolari strategie di collaborazione tra tutti gli attori del territorio. Ne abbiamo parlato con L’Assessore Valeria Montanari del comune di Reggio Emilia che nel 2017 è stata una delle prime città Italiane a sottoscrivere un importante protocollo “smart city” che rappresenta il contesto all’interno del quale si intendono definire e perseguire gli orientamenti strategici per lo sviluppo del territorio attraverso l’innovazione digitale e sociale.

“Da dicembre 2017 il protocollo coinvolge 36 organizzazioni locali, a cui in futuro potranno aggiungersi altri soggetti – informa l’assessore – l’obiettivo è progettare e realizzare iniziative congiunte che, attraverso collaborazioni e condivisione di metodologie di lavoro, soluzioni e competenze, consentano ai sottoscrittori di promuovere l’innovazione e lo sviluppo del territorio e migliorare così la qualità della vita e dei servizi”.

Quali sono i progetti che Reggio Emilia mette in campo?

Le iniziative sostanzialmente si dividono in tre ambiti: il potenziamento delle infrastrutture (banda ultra larga, copertura WiFi… ), i servizi digitali rivolti ai cittadini e le cosiddette soft skill ovvero le competenze trasversali nell’ambito di un’alfabetizzazione e cultura digitale rivolta ai cittadini che, come nella media di tutte le città italiane, raggiunge a malapena il 18% della popolazione. Reggio Emilia fa la scelta di unire il digitale alla partecipazione collettiva mettendo al centro le persone nel tentativo di valorizzare e dare spazio all’auto imprenditorialità. Il risultato è stata la creazione di veri e propri “laboratori di cittadinanza” che hanno avuto l’obiettivo di co-progettare con i cittadini iniziative: queste si sono poi trasformate in 20 accordi di cittadinanza su 19 ambiti specifici, alcuni tra l’altro già alla seconda edizione, in cui prendono vita 128 progetti con una partecipazione attiva di 2100 persone. Gli accordi sono stati firmati da 550 sottoscrittori di cui 350 associazioni, 130 cittadini singoli volontari e rappresentanti di attività private. Tra le innumerevoli iniziative vale la pena citare “Coviolo wireless”, frazione di Reggio Emilia dotata di banda larga grazie al Centro sociale, provider di comunità, progetto che tra l’altro è stato premiato a Bruxelles dove si è aggiudicato l’edizione 2017 dell’European Broadband Awards. Non possiamo poi dimenticare “Genitori Connessi”, iniziativa importante che porterà in aula, entro giugno 2018, 1000 genitori per riflettere sul rapporto tra genitori e figli in una realtà digitalmente aumentata come la nostra.  I Laboratori sono stati creati in partnership con l’assessorato all’educazione, l’università Unimore, l’Università Bicocca di Milano, la cooperativa Coopselios e alcuni volontari con competenze digitali alte.

E a  Modena?

E’ da tempo che anche Modena sta investendo in progetti in grado di incrementare l’efficienza e l’intelligenza partecipata del territorio.  Questa strategia di azione ha portato la città ai primi posti in varie classifiche che misurano la smartness e la qualità della vita delle aree urbane. Modena si è dotata dell’”Agenda Digitale locale 2017-2019” (ADL) uno strumento politico-programmatico che ha l’obiettivo di assicurare che tutti i cittadini possano usufruire dei benefici generati dalle tecnologie messe a disposizione, partendo dalla modernizzazione della Pubblica Amministrazione locale. La stesura dell’Agenda, seppur di competenza esclusiva del Comune, ha coinvolto gli organi politici e gestionali degli Enti locali, oltre ai portatori d’interesse esterni, mediante un percorso partecipativo. Nel 2018 a Modena i luoghi dell’innovazione sono molteplici. Ne citiamo alcuni ma sono tutti elencati chiaramente sul sito del Comune nella sezione Smart Comunity. Si va dalla Palestra Digitale “Make it Modena”, un Innovation Lab dove partecipare a corsi, eventi e laboratori ma soprattutto dove incontrare maker, scambiare idee ed esperienze, utilizzare in modo creativo le tecnologie ICT e le strumentazioni digitali; l’”Area Nord” dove è in atto una riqualificazione che comprende servizi per le disabilità e la salute, housing sociale, portierato sociale, innovazione scolastica, valorizzazione commerciale, riqualificazione del sistema della mobilità e del verde pubblico oltre ad  interventi per la sicurezza.