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Rallentare porta alla felicità

Nella vita, come in vacanza, la lentezza è il ritmo giusto: alla scoperta del Movimento Lento

“Non ho tempo” è una frase comunemente usata da tutti. La società è fortemente improntata sull’agire frenetico, caratterizzato dall’incastro di impegni continui e dallo stress. Non ci si può fermare, si è spinti dall’idea del “risparmio del tempo”, per rimanere al passo con la società in accelerazione costante.
La soluzione? Rallentare. Impostare la propria vita su ritmi facilmente sostenibili aiuta ad essere più felici e sereni. Una buona iniziativa, almeno in vista dell’estate, potrebbe essere quella di programmare una vacanza, un viaggio o un cammino che permetta di ritrovare il proprio ritmo naturale. L’associazione culturale Movimento Lento promuove proprio questo.
La frenesia porta a una vita superficiale, priva di tutte le cose che sono considerate una perdita di tempo, come le attività sociali, lo svago, l’arte, l’immaginazione o il riposo. Solo rallentando si è in grado di scendere in profondità nelle cose e godersele. In questo modo si ottiene una migliore percezione delle relazioni, della realtà e di tutto ciò che si fa. È come leggere un libro lentamente, assimilando ogni frase, oppure scorrere le pagine pensando ad altro. È come mangiare un panino gustandolo a pieno oppure divoralo senza neppure digerire. È bello potersi fermare per dedicare tempo anche alle cose più piccole, verso se stessi e verso gli altri. Soffermarsi a pensare, progettare il proprio futuro, spendere tempo per le proprie passioni o con la famiglia e con gli amici.
Vivere la vita con lentezza non significa affrontarla da bradipo, ma vuol dire diminuire consapevolmente il proprio ritmo vitale, per poter godere della vita, in armonia con se stessi e con gli altri. Rallentare non rappresenta una perdita di tempo, ma un guadagno di felicità.
Per promuovere questo stile di vita ‘lento’ si stanno sviluppando in Italia diverse realtà. Per esempio, Movimento Lento è una associazione nazionale il cui fine è quello di divulgare lo “slow travel”, come attività di tempo libero e come vero e proprio stile di vita. Nel 2011 ha promosso un viaggio da Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo, ad Auschwitz, che ha fatto tappa anche a Modena e Reggio Emilia. Questo percorso cercava di ridare significato al “Tempo estorto all’Uomo”, in cui la lentezza e la relazione erano i valori fondanti.
Con Movimento Lento è possibile partecipare a facili escursioni di pochi chilometri, ma anche a tour più impegnativi in montagna. Tra i grandi itinerari vi è il Cammino di Assisi, che dalla Romagna arriva a toccare alcuni tra i luoghi più significativi nella vita di San Francesco, seguendo le sue orme tra eremi e foreste sacre. È un’esperienza impegnativa ed emozionante, come un tradizionale percorso di trekking, ma intensa e spirituale come un itinerario di pellegrinaggio. È il viaggio ideale per chi vuole immergersi nella natura al fine di ritrovare se stesso.
Inoltre, vi è anche la possibilità di partecipare a tour all’estero, come quello del Cammino di Santiago, per il quale, oltre al percorso tradizionale, è stato studiato un itinerario completamente percorribile in bicicletta.
Invece ad un’impronta più culturale si rifà, ad esempio, il progetto “Italia Coast to Coast”, che prevede un tragitto di 400 km dal mare Adriatico fino al Tirreno, a piedi o in bicicletta. La lentezza del viaggio permette di scoprire il cuore di un Paese bellissimo e ignoto al turismo di massa e godere di una vacanza ricca di natura, storia, arte e spiritualità.
Movimento Lento propone molti altri viaggi di questo genere e spinge ad affrontarli sempre con il ritmo giusto: quello della vita!
Ovviamente non tutti hanno le stesse possibilità economiche, tuttavia rallentare non per forza nuoce alla propria busta paga, spesso basta poco: ascoltare un amico, fare una passeggiata, guardare un film o leggere un libro. E soprattutto, non dire più “Non ho tempo”.

Anna Manzini