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Quel richiamo alla natura a cui ho risposto sì

Stefania Severi: nella mia azienda agricola biologica coltivo cereali antichi e tanti sogni 

Stefania Severi, modenese doc trapiantata a Torre Maina di Maranello nella vecchia casa di famiglia, dopo anni di occupazioni intense ma precarie in ambito culturale ha deciso di ascoltare il richiamo della natura che da tempo le risuonava dentro, soprattutto dopo periodi di lavoro frenetico. “La prima chiamata è venuta dai corsi di giardinaggio e orticoltura frequentati presso la Scuola Agraria del Parco di Monza nel 2000 – ci racconta -. Non ho mai abbandonato questa passione e finalmente nel 2015 si è presentata l’opportunità di avviare la mia azienda agricola biologica”. L’azienda di Stefania si trova sulle colline di Maranello, su un terreno di circa sei ettari, lontano da strade trafficate e in parte circondato da siepi alberate dove si coltivano principalmente cereali antichi. “La scelta è nata dopo un periodo di studio sulle possibili colture adatte al mio terreno e un’analisi delle richieste del mercato dettate da consumatori sempre più esigenti in fatto di salute, qualità del cibo e professionalità del produttore. Ho optato quindi per cereali poco conosciuti e soprattutto coltivati ancora da pochi, quali grano duro Senatore Cappelli, due varietà di Farro, il dicocco e il monococco e il cece come leguminosa da rotazione”.
I frumenti tradizionali come il Senatore Cappelli e antichi come i farri hanno ottime proprietà nutritive e una percentuale di glutine molto inferiore rispetto ai grani moderni e quindi sono altamente digeribili. “La coltivazione con il metodo biologico è stata una scelta spontanea – dice Stefania – non condivido l’uso della chimica in agricoltura che, come ormai è scientificamente riconosciuto, riduce drasticamente, se non la azzera, la naturale fertilità del terreno e distrugge la biodiversità dell’ambiente. Ma si sa, per la maggior parte degli agricoltori convenzionali la terra è qualcosa da sfruttare e non un ecosistema da rispettare. Non a caso la fertilità dei suoli destinati all’agricoltura è ormai ridotta ai minimi termini. Per questo sul mio terreno mantengo siepi alberate e un prato stabile di 2000 mq dove nascono e si avvicendano essenze spontanee e nel quale trovano il proprio habitat e nutrimento insetti, uccelli e piccoli animali, perché il mantenimento della biodiversità e dell’equilibrio naturale è fondamentale per la salute delle colture e anche dell’essere umano. Dalla coltivazione alla trasformazione è stato un ulteriore passaggio di crescita e impegno, infatti trasformo cereali e legumi in farine e paste rigorosamente integrali attraverso una filiera corta e certificata biologica. Vendo poi i prodotti a Gas – gruppi d’acquisto solidale, negozi, gastronomie e attraverso mercatini contadini biologici come il Bio c’è di Castelfranco Emilia il sabato pomeriggio e il Mercato Ritrovato il sabato mattina a Bologna. Iniziare con pochissima esperienza in un campo come quello dell’agricoltura, che è vastissimo, non è stato facile e non lo è tuttora – conclude Stefania -. A volte è entusiasmante, come vedere crescere il Cappelli, un grano bellissimo alto 1.60 m e sentirlo ‘cantare’ nel brezza nelle lunghe giornate estive; la commozione del primo raccolto e di quelli successivi, scarsi o abbondanti non importa e la soddisfazione di ricevere i complimenti per la qualità delle paste e delle farine.
Si tratta di un lavoro non stop, cerebrale e fisico, che impegna costantemente soprattutto le piccole realtà come la mia. E’ anche un bel lavoro di relazioni e collaborazioni con altre aziende agricole, sia di lungo corso sia costituite di recente da persone che hanno deciso di cambiare vita. Personalmente continuo anche la mia formazione frequentando corsi di agricoltura biodinamica, di coltivazione di erbe officinali, la mia altra passione, e di orticoltura naturale come il metodo Manenti. L’altro sogno nel cassetto è la Scuola di Giardinaggio e Orticoltura naturale che intendo promuovere attraverso ‘BotanicaMente, associazione di cultura botanica ed ecologica’ di cui sono presidente. Ritengo che non solo è fondamentale tornare al cibo sano, ma è importante imparare a curare un giardino in maniera naturale e armonica per il benessere delle piante e delle persone che lo abitano. In questi anni ho organizzato eventi e brevi corsi a tema con la partecipazione di grandi giardinieri come Libereso Guglielmi e Gabriella Buccioli dei Giardini del Casoncello, oltre a professionisti del settore. Per ovvie ragioni l’attività dell’associazione si è fermata, ma sicuramente nel 2018 ci saranno novità anche in questo campo”.

Laura Solieri