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Quando l’alimentazione diventa alchimia

Qualche consiglio per trasformare il pasto in un rituale di armonia e gratitudine

Siamo abituati a pensare all’alimentazione solo come alimenti, ma il primo sostentamento dell’essere umano, e della vita, è il prana (o Qi), ovvero energia, vibrazione. Ci nutriamo delle frequenze che ci circondano e gli alimenti non sono altro che un mezzo per assorbirle e trasformarle. Gli antichi lo sapevano, sapevano che tutto è vibrazione e che la nostra salute dipende da quanto riusciamo ad attingere e sfruttare frequenze armoniche. Avete presente Matrix, quando la realtà in cui viviamo si scopre essere una pioggia di codici informatici? Ecco tutto è energia e come tale è vibrazione. Ciò che differenzia la materia, ciò che la rende più o meno densa è il modo in cui essa vibra. Pensate all’essere umano, ognuno di voi, ha avuto origine da una sola cellula che si è moltiplicata e differenziata, generando organi e strutture interconnesse ma fortemente diverse. Ogni organo vibra secondo sue frequenze specifiche e questo era conosciuto dagli antichi. Oggi, per esempio, i maestri di Qi Gong (ginnastica medica ed energetica cinese) ci parlano di sei suoni segreti legati agli organi, capaci di armonizzarli, fortificarli e guarirli. Ma anche qui in Italia, un ricercatore dell’Università di Bologna, il dott. Ventura, ha scoperto che le cellule emettono vibrazioni armoniche (quando in salute) e disarmoniche (se malate o morte); ora continua la sua ricerca alla scoperta di quali frequenze siano in grado di differenziare le cellule staminali. Ma torniamo all’alimentazione. Se diventiamo consapevoli di quanto detto sopra, possiamo comprendere quanto sia importante nutrirsi di alimenti sani, biologici, non Ogm, ma che allo stesso tempo questo non sia sufficiente. Se ci vogliamo nutrire di energie armoniche, entrano in gioco anche altri fattori, come la capacità di “purificare” una materia prima, il modo di prepararla e il modo (oltre che il luogo) in cui verrà mangiata. Dobbiamo considerarci degli alchimisti, perché l’arte di nutrirsi è un vero e proprio processo alchemico. Vediamo di analizzarlo assieme. Tutto inizia con la purificazione. Chi segue un percorso vegetariano spesso rifiuta la carne per non cibarsi di un alimento carico di sofferenza e dolore, ragionamento più che giusto, ma ciò vale per qualsiasi alimento, anche quello vegetale. Gli sciamani spesso raccontano che, nelle loro tribù, vengono effettuati rituali prima della caccia o prima di raccogliere una pianta. Dicono, per esempio per la caccia, di chiedere al Grande Spirito, alla Madre Terra o allo stesso Spirito animale che la caccia possa essere propizia e che un animale si offra spontaneamente per il nutrimento della tribù; il fatto stesso di trovare e catturare l’animale è segno di questo consenso. Ciò ci insegna che non è tanto il tipo di alimento a fare la differenza ma come esso viene prelevato dalla natura. Ci insegnano che la cosa fondamentale è essere in armonia con lo Spirito dell’animale, o pianta e più in generale della Natura. Perché nulla è dovuto all’essere umano, ma quando l’uomo è in equilibrio, la Natura lo nutre. E’ importante ringraziare e in questo modo le energie si trasformano, purificando l’elemento da ogni energia pesante in esso racchiusa. Oggi conosciamo anche altri metodi per fare ciò, un esempio è il Reiki, ciò si rende utile per “purificare” e preparare un piatto non preparato da noi, magari quando siamo al ristorante, dove non sappiamo chi e come lo ha preparato e con quali energie sia entrato in contatto. Il secondo passo è considerare la nostra cucina come la fucina di un alchimista. È qui che con le nostre mani e col fuoco attuiamo il solve et coagula, dando nuova forma e vita al cibo. È un processo che richiede attenzione e il giusto tempo, richiede presenza e centratura. In questa fase carichiamo il cibo delle nostre stesse frequenze, delle nostre intenzioni, emozioni, stati d’animo. Ecco che diventa importante liberarsi dalle pesantezze della giornata, essere nel qui e ora e compiere questo processo alchemico con amore. Questo stato psicofisico vitalizzerà il prana del cibo e le persone che se ne nutriranno ne saranno influenzate. L’ultimo aspetto è quello di preparare il luogo del pasto. È ormai risaputo che un luogo accogliente e pacifico è ideale per l’assimilazione e digestione del cibo. Vi sconsiglio quindi di guardare il telegiornale a tavola, per esempio! E l’atto stesso di consumare il pasto deve diventare un rituale di gratitudine, verso la Vita, la Natura, ma anche verso noi stessi, il nostro corpo quale tempio della nostra essenza divina. Un altro elemento che può essere utile è l’acqua. Masaru Emoto ha dedicato tutta la sua vita a studiare come l’acqua, essendo un conduttore, possa assorbire e inviare informazioni e modificare la propria struttura in base alla vibrazione energetica di tali informazioni. Può quindi essere utile accompagnare il pasto, o la nostra giornata, bevendo un acqua viva. Per quel che mi riguarda un ottimo metodo è quella di armonizzarla col suono delle campane tibetane. Inserendola all’interno di una campana tibetana armonica, suonandola, l’acqua assorbe l’informazione di armonia, strutturandosi secondo la vibrazione del canto dell’universo, ovvero quel suono creatore da cui tutto ha avuto origine. Potrai bere un’acqua così informata o usarla per annaffiare le tue piantine, circondandoti sempre più di armonia.
Se sei interessato ad approfondire la tematica del suono o le conoscenze dello sciamanesimo, puoi visitare il mio sito www.alkimiesonore.it o contattarmi direttamente.

Valerio Follini
Alkimie sonore