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Perde tutto chi non si ferma

Come riscoprire la propria creatività attraverso la meditazione e il tempo libero. Ce lo racconta Nicole Soncini

Dicono che esista un tempo per lavorare ed un altro per vivere, ma siamo davvero sicuri che sia ancora così? Presi come siamo dalla vita lavorativa e quotidiana, i giorni passano e abbiamo poco tempo da dedicare alle cose che ci piacciono, ci rilassano e ci fanno stare bene. Anni fa, prima di cominciare il mio percorso di cambiamento ero nel vortice della velocità, non riuscivo a prendere fiato, e il solo pensiero di rallentare mi sembrava impossibile.
Quando sentivo qualcuno dire “Bisogna prendersi i propri tempi” ridevo, per me bisognava produrre ed essere efficienti, non ci si poteva fermare, era inconcepibile. Eppure dentro ero stanca e volevo disperatamente calmare la mente ed i pensieri, oziare, divertirmi, leggere un libro. è successo che la vita mi ha messo davanti a innumerevoli cambiamenti sia lavorativi che personali, al posto di lavorare full time mi venivano proposti lavori part- time, all’inizio rifiutai, poi decisi di provare e mi si aprì un mondo: lavoravo ed avevo tempo per pulire casa, cucinare, stare con mia figlia, andare al parco, leggere un libro e sì, i soldi erano meno, eppure bastavano perché avevo meno bisogni indotti. Anziché andare in palestra camminavo all’aria aperta, al posto di comprare in modo compulsivo ho scoperto l’autoproduzione (saponi, cibo, vestiti, si può imparare ad autoprodursi tantissime cose) e riscoperto la mia creatività. Andavo al lavoro più serena e mi dedicavo a quello che facevo, ero nel presente. Una delle attività che più mi hanno aiutata ed indirizzata in questi anni è stata la meditazione: è una pratica di rilassamento millenaria di cui ci siamo scordati ma che sempre più sta tornando ad essere considerata, perché ha degli effetti visibili e positivi sulla mente, calma e rilassa ed aiuta a vivere il presente, nel qui e ora. La mia insegnante mi diceva che dovevo essere radicata, vivere nel presente e non capivo cosa volesse dire, pensavo di farlo mentre la mia testa prima era sempre altrove, facevo una cosa e nel mentre pensavo al fare quella successiva, a quanti di noi è successo? Penso a tutti. Meditando sposti l’attenzione dal fuori al dentro e trovi la calma, riesci ad eliminare ogni voce esterna per ritrovare quella interiore e di conseguenza l’equilibrio. Ci hanno trasmesso la cultura del dovere, dove se ti riposi, o dici di essere stanco vieni visto come una persona che non ha voglia di lavorare e fare, penso ci sia una netta differenza tra l’essere nullafacenti ed il sacrosanto diritto all’ozio. Prendersi del tempo è fondamentale per ricaricare le energie, pensare e poter ripartire e non mi riferisco alle canoniche due settimane di ferie all’anno. Quello di cui sto parlando è il costante equilibrio tra il produrre e ricaricare, l’attivo e il passivo, due elementi che sono all’interno di noi e che distinguono il susseguirsi della vita, delle stagioni e dei cicli, perché anche in natura esistono momenti di attività che si alternano al riposo ed al silenzio. Questo riposo e silenzio non può essere visto come assenza o vuoto o addirittura come superfluo, al contrario, deve essere valutato come qualcosa che sta mettendo radici e che con i tempi maturi germoglierà. Tutto questo può portare paura, resistenza e scetticismo soprattutto per chi non è abituato, per esperienza personale penso che una volta entrati in questo nuovo modo di vedere la vita indietro non si può più tornare. Fabi canta “Sai che chi si ferma è perduto Ma si perde tutto chi non si ferma mai” Provare per credere.