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Pensare globale e agire locale

Sabrina D’Amato e la sua Impronta Verde 

C’è una bottega in centro a Modena, in via Scarpa 18, a pochi passi dal Duomo, che è qualcosa di più di una semplice negozio: è il primo emporio in città con prodotti di qualità, a filiera corta, biologici, solidali e venduti il più possibile sfusi. Impronta Verde (www.improntaverde.mo.it), questo è il suo nome, è un progetto nato dalla volontà di creare una nuova concezione di negozio che suggerisca un modo di consumare più sobrio, rendendo accessibili prodotti con determinati requisti. “In questo modo si sostengono le economie locali e solidali e si producono meno rifiuti, riducendo gli imballaggi” spiega Sabrina D’Amato, 33 anni che insieme a Chiara Corazzari, 36 anni, gestisce Impronta Verde.
Bottega ma anche luogo di incontro
Nel tempo questo luogo è diventato un punto di incontro e laboratorio di idee per scambiare informazioni ed esperienze su stili di vita più sostenibili. “Ma non ci vogliamo fermare qui – afferma Sabrina – Ho aperto Impronta Verde a novembre 2013 e a gennaio 2016 è diventata una cooperativa che sta attuando numerose iniziative tra cui seguitissimi laboratori di cosmesi consapevole, di alimentazione naturale e un laboratorio di riuso e riutilizzo di materiale di recupero. Aprire Impronta Verde – afferma Sabrina – è stata una vera e propria scommessa, ho dedicato quasi un anno alla mia formazione visitando numerosissime realtà in tutta Italia. Sono una persona molto vulcanica, Impronta Verde è sempre in evoluzione proprio come me – sorride -. Ad otto anni il mio sogno era fare l’attivista di Greenpeace contro le baleniere giapponesi, diciamo che sono cresciuta con l’animo ecologista e animalista e da grande ho deciso di aprire un emporio del consumo consapevole. La mia famiglia mi è stata molto vicina in questa scelta e da gennaio si è unita a me Chiara, un altro vulcano, e siamo sempre pronte per progettare nuovi laboratori e allestimenti con materiali di recupero”.
Prodotti solidali, sfusi, ecologici, locali, biologici
Il consumo consapevole è un nuovo modo di fare spesa che, nella scelta di un prodotto, considera anche la storia sociale, ambientale e il comportamento dei produttori. “Nel consumo consapevole è la sobrietà a fare da sfondo ad ogni scelta, e credo che l’unico modo per avere equità sia quello di convertirsi ad uno stile di vita più sobrio, pulito e lento e più inserito nei cicli naturali. Per me il consumo consapevole è una scelta che coinvolge l’intero stile di vita, e ritengo che con le piccole azioni si possa cambiare il mondo. Il mio motto è “Pensare globale e agire locale” afferma Sabrina.
I prodotti che troviamo in questa bottega rispondono a cinque requisiti specifici: sono solidali, sfusi, ecologici, locali, biologici. “Il commercio solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ambiente; è una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: produttori, lavoratori, rivenditori, importatori e consumatori – spiega Sabrina -. Gran parte dei nostri prodotti sono venduti “alla spina”. Gli imballaggi per i prodotti liquidi possono essere acquistati la prima volta e successivamente riutilizzati dal cliente. La pasta, i legumi, i cereali e altro sono venduti sfusi in sacchetti di carta, riciclabili al termine del loro utilizzo. L’ecologia è la naturalità di ciò che ci circonda – prosegue Sabrina -. Qui vendiamo prodotti locali, a km zero, a filiera corta. Questi prodotti hanno per lo più un prezzo contenuto dovuto ai ridotti costi di trasporto e di distribuzione, all’assenza di intermediari commerciali, ma anche a scarso ricarico del venditore. I nostri prodotti provengono da terreni protetti da ogni fonte di inquinamento, dove i concimi utilizzati non derivano da sintesi chimica, dove i metodi di coltivazione e di allevamento sono rispettosi della natura e del benessere degli animali e dove l’ambiente è rispettato. Abbiamo visitato di persona tutte le realtà che sono rappresentate nella nostra bottega e uno dei nostri punti di forza è proprio quello di aver costruito rapporti diretti e amichevoli con tutti i nostri fornitori, non ci riforniamo da nessun distributore”.

Laura Solieri