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Non solo cibo, anche la cosmesi vuole il bio

Negli ultimi anni, dopo decenni di sovrastrutture beauty, si comincia a tornare a formule sempre più naturali con trasparenza sull’origine degli ingredienti e numeri competitivi con la cosmetica ‘convenzionale’. Se il trend del biologico è partito dalla tavola, anche la cosmesi ha subito un’onda d’urto considerevole. In Italia la vendita della cosmesi ‘verde’ non subisce battute d’arresto ma continua a crescere. Anche il prezzo, seppur più elevato rispetto ai prodotti ‘tradizionali’, non è più un limite: si è infatti disposti a spendere qualche euro in più per prodotti per corpo e capelli, purché siano “eco-bio”, derivati cioè da erbe e piante, privi di sostanze sintetiche e rispettosi dell’ambiente. Difendere la salute e l’ambiente, questo sembra essere dunque il nuovo imperativo dei consumatori di prodotti di bellezza. E i dati parlano chiaro: dalle 50 pagine del Rapporto Bio Bank 2016 emerge un biologico tutto col segno più, con tassi di crescita a due o tre cifre sia per le consuete otto attività alimentari prese in esame (aziende con vendita diretta, mercatini, gruppi d’acquisto, negozi, e-commerce alimenti, ristoranti, agriturismi e mense scolastiche), sia per le tre della cosmesi (aziende cosmesi, profumerie, e-commerce cosmesi).
Nella classifica 2015 l’asso pigliatutto è la regione Emilia-Romagna che primeggia per numero assoluto di attività sia nell’alimentazione, sia nella cosmesi. Nell’alimentazione l’Emilia-Romagna è leader per numero di e-commerce, ristoranti, vendita diretta e mercatini. Nella cosmesi la nostra regione primeggia per numero di e-commerce di cosmesi. Oltre a mangiare sano ora sono in tantissimi a decidere di nutrire il proprio corpo evitando sostanze tossiche e nocive contenute sia nei cosmetici che nei prodotti per la cura della persona e della casa.

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