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L’esperienza di OrtiCondivisi a Modena, tra terra e condivisione

L’orto: palestra di gestione democratica e partecipativa di un bene comune

Sperimentare le meravigliose forme della natura in continuo mutamento, in un clima di incontro e integrazione. Succede a Modena, con l’associazione OrtiCondivisi, nata come eredità dell’esperienza di alcuni nuclei familiari, fatta presso la Fattoria del Polo Ambientale del Comune di Modena a Marzaglia Nuova.
I soci, che ad oggi sono una trentina, hanno realizzato un orto-giardino in Via Fonte San Geminiano Ovest, località La Bruciata, all’interno di un podere gestito in collaborazione con l’associazione Insieme a Noi, composta da familiari e amici di pazienti con disagio psichico.
“Pratichiamo l’ortoterapia per promuovere la cura delle persone, uno dei nostri motti è appunto: cura la terra per curare te stesso – raccontano i soci di OrtiCondivisi – Coltiviamo con metodo biologico e in modo condiviso, rispettiamo la terra mantenendola fertile. Poniamo attenzione alla salubrità e alla sostenibilità del cibo, al riciclo dei rifiuti e al consumo d’acqua, promuoviamo la conoscenza e il rispetto della biodiversità. Coltiviamo con le nostre mani ortaggi, frutta e fiori, usando sementi biologiche certificate o autoprodotte/scambiate, seguendo metodi di rotazione, consociazione e sinergia tra le piante e il suolo, senza pesticidi e concimi chimici”. Utenti dell’associazione sono cittadini di tutte le età, accumunati dalla voglia di socializzare attraverso i temi del rispetto ambientale. Ci sono famiglie intere con bambini piccoli, che l’orto ha visto crescere, persone più anziane con grande esperienza, giovani appassionati di agricoltura, esperti di tecniche particolari, principianti incuriositi.
orti-urbani

Terra e condivisione: le basi del vivere sostenibile. Cosa ne pensate?

Secondo i dizionari, l’orto è un “piccolo appezzamento di terreno cintato, per lo più adiacente alla propria casa, nel quale si coltivano erbaggi e piante da frutto”, area curata e coltivata nei pressi delle abitazioni. Ma oggi chi può dire di abitare in uno spazio definito? Possiamo davvero considerare la nostra casa soltanto il volume compreso tra quattro mura? La terra è la sostanza da cui nasce ogni cosa e la Terra è lo spazio in cui ogni cosa è racchiusa, la vera casa in cui tutti abitiamo, bene comune assoluto e imprescindibile. La condivisione, in un mondo di persone (delineate sempre più come individui) che abitano appunto una sola Terra, dalle risorse inevitabilmente limitate, diventa un sentiero non solo virtuoso, ma anche auspicabile: più che possibile, necessario. Non solo: dato che si calcola che in circa 30 anni il 66% della popolazione mondiale vivrà in città, l’agricoltura urbana può diventare un mezzo molto concreto, un tassello con un reale peso specifico, nella costruzione del vivere sostenibile. L’orto condiviso nasce proprio come palestra di gestione democratica e partecipativa di un bene comune, spazio in cui coltivare risorse personali e relazioni umane oltre che cavoli e insalate…

Trovate Modena una città aperta ad esperienze come quella da voi proposta?
Incontrando famiglie e cittadini, abbiamo registrato una forte esigenza di riproporre un’esperienza simile alla nostra in altre parti della città. Si direbbe che Modena sia pronta per altri orti condivisi e la municipalità stessa si è detta disponibile verso un percorso in questo senso. Noi siamo pronti ad offrire la nostra esperienza alle istituzioni pubbliche e a coloro che vogliono provarci, per promuovere questo nuovo modo di cittadinanza attiva.
Si parla molto di ortoterapia: per voi l’orto, oltre ad essere un’occasione di socializzazione, rappresenta anche altro?
Da sempre il rapporto uomo-natura ha rivestito una valenza spirituale e terapeutica, il contatto con la terra ci riporta alle cose veramente importanti, essenziali, con tempi totalmente differenti dalla frenetica vita quotidiana. I benefici sono enormi. Non solo per noi stessi e per i rapporti umani. Per noi curare l’orto-giardino, e l’area verde tutto intorno, significa anche valorizzare il paesaggio e la bellezza del territorio in cui viviamo.
Se oltre al nostro, nasceranno come speriamo, nuovi orti urbani condivisi per tutti, senza distinzione di età o altro, dando nuovo senso alla parola comunità, la nostra città sarà sicuramente più vivibile e apprezzata, con ripercussioni positive per tutta la cittadinanza.
OrtiCondivisi organizza anche eventi culturali legati ai temi dell’orto e della nutrizione, incontri sul riconoscimento e l’uso delle erbe selvatiche, sulla cura e il riconoscimento degli alberi, ma anche incontri a tema alimentazione (zucca, ortica, pasta madre). Durante questi primi due anni di attività, sono state molte le feste e i momenti conviviali, che hanno avuto tutti una caratteristica: il pasto condiviso. Non solo momenti culturali, ma anche di interesse verso l’altro e di scambio. Ecco perché chi partecipa è invitato a portare qualcosa da offrire agli altri e spesso si cucinano insieme i prodotti dell’orto, con un trionfo di odori, colori e sapori.
Potete trovare molte altre informazioni sul sito di OrtiCondivisi.

Laura Solieri

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