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La cultura dell’accoglienza ha fatto tappa a Modena

Festival della Migrazione: 3.500 presenze complessive a dibattiti, mostre e spettacoli

Oltre 2mila persone per i dibattiti e gli spettacoli che, tra gli appuntamenti del pre festival e i tre giorni di lavori, hanno partecipato alla seconda edizione del Festival della Migrazione. A questi vanno aggiunti i 1.500 (43 classi di scuola superiore, decine di gruppi giovanili) per la mostra ‘In fuga dalla Siria’ promossa da Missio Modena e Caritas diocesana, per un totale che supera le 3.500 presenze.
Il Festival della Migrazione, giunto alla seconda edizione, cresce: la manifestazione, promossa da Fondazione Migrantes, Porta Aperta, Università di Modena e Reggio Emilia, IntegriaMo con 35 enti e associazioni aderenti e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, oltre che di Bper, Conad, Hera e Menù ha portato a Modena personaggi di altissimo livello (in ordine sparso e tra gli altri mons. Galantino, Segretario Generale della Cei, il sottosegretario agli Interni Manzione, Regina Catrambone del Moas, Marco Bertotto di Medici Senza Frontiere, i vescovi di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci e di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, le europarlamentari Kyenge e Schlein, il direttore Agcom Morcellini, Maria Chiara Prodi, l’onorevole Patriarca, solo per citarne alcuni) oltre ai video messaggi di Romano Prodi e di Emma Bonino, che sono già stati ‘prenotati’ per la prossima edizione.
“Il bilancio è molto positivo – sottolinea il presidente di Porta Aperta, Luca Barbari – siamo davvero soddisfatti. Il dibattito è stato davvero di altissimo livello e abbiamo potuto ragionare su questi temi, molto sensibili, con qualità e senza stereotipi. Il connubio di terzo settore, Università, istituzioni pubbliche e Chiesa al suo massimo livello (la presenza di mons. Galantino è stata particolarmente qualificata) ha fatto sì che potessimo vincere la scommessa. Non dimentichiamo anche gli eventi che hanno preceduto il Festival, con i sindacati e la presenza di alcuni comuni, e quelli che lo seguiranno, ol-tre che gli spettacoli e la mostra ‘In fuga dalla Siria’ che è andata benissimo”.
Tra i tanti interventi, appunto, anche due video massaggi di Emma Bonino e Romano Prodi. “Questa iniziativa – queste le parole della ex ministro e promotrice della campagna ‘Ero Straniero’ – è molto importante. Parliamo di migranti, ovvero di chi va e chi viene per scelta, necessità, per cercare nuove possibilità di vita. Il Festival contrasta questa idea che siamo stati invasi e dà il senso della mobilità globale, che è vecchia come l’umanità. Anche noi italiani siamo stati migranti e lo siamo tutt’oggi. Questo è l’essenza dell’essere umano da sempre, ciò nonostante non eravamo preparati. È importante analizzare questi problemi per resistere agli imprenditori della paura che vi speculano sostanzialmente per ragioni elettorali. Mi auguro che questo evento aiuti a essere più resistenti alle stupidaggini che ci vengono raccontate. Se ben gestita l’integrazione fa bene a noi tutti, persino alla nostra economia. Questi giorni, anche allegri e stimolanti, servono a far ragionare, a muovere la testa maga-ri abbinata a un po’ di cuore. Non è un reato avere empatia con questo fenomeno, che è destinato a durare per generazioni e generazioni”. “È indispensabile – ha spiegato il professor Prodi – che una riflessione su questi temi non rimanga solo una prerogativa di intellettuali o addetti ai lavori. Analizzare i dati con il senso della paura non permette di andare da nessuna parte: questi vanno invece guardati dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Questa iniziativa riunisce coloro che hanno una responsabilità educativa. Quando si parla di migrazione c’è chi non apre le orecchie, altri invece, hanno anche timori genuini, a causa della cattiva gestione del fenomeno, che vanno presi sul serio”.