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Gioco e poesia con gli Eqvilibristi di Ugo e Michela

Una storia antica per un gioco sempre affascinante, alla scoperta dell’armonia dell’equilibrio 

Un Equilibrista è un gioco oppure un oggetto d’arredo. “Un giorno abbiamo visto un equilibrista da un rigattiere, circa un anno fa, costruito con filo di ferro e bulloni, molto rudimentale ma affascinante, e abbiamo pensato che avremo potuto crearlo a nostro modo, unendo le nostre capacità”. Nascono così gli Eqvilibristi, una creazione di Ugo Ferrari e Michela Donini, che ripropongono un antico gioco, solitamente in legno o filo di ferro, costruito a mano dai nostri nonni, di cui ormai si è persa quasi ogni traccia. Il materiale utilizzato è il bronzo (per i bilancieri e per lo scheletro di alcuni personaggi) saldato a stagno, il piombo dei contrappesi, il ferro (per gli scheletri di alcuni personaggi), la lana cardata e stoffa per la vestizione dei personaggi. Ugo e Michela vivono a Rodiano (Marano sul Panaro): lui è musicista del gruppo folk Humus ed insegna equilibrio ritmico ad adulti e bambini, lei insegna cinema di animazione nelle scuole ed è la fondatrice, con Roberto Paganelli, dell’associazione Ottomani Laboratori, la prima agenzia del corto animato italiano, che ha recentemente pubblicato la quarta raccolta di corti dei migliori animatori italiani.

equilibrista2equilibrista3Gli Eqvilibristi sono il risultato di una passione per questo tipo di giochi, più prerogativa di Ugo (che possiede più di un centinaio di giochi d’ingegno in metallo o legno), e l’amore per la poesia e l’arte in genere, più prerogativa di Michela, che ha una formazione artistica, ha lavorato come grafica e illustratrice,  ed ha una predilezione per l’artigianato: ha costruito burattini in pasta di carta e con materiali di riciclo, oggetti in terracotta decorati a mano, manufatti in feltro e lana cardata infeltrita ad ago e ad acqua. “E’ uno di quei giochi d’ingegno scientifici con una storia antica (anche Leonardo da Vinci aveva progettato un ponte girevole in equilibrio su un unico punto d’appoggio). A molte persone anziane, vedendo i nostri equilibristi, vengono in mente i “Pinocchi” che aveva costruito il nonno o lo zio, e che ora non si sa più se sono finiti in cantina o in soffitta – spiega Ugo – Nel nostro caso – prosegue – io costruisco la struttura di metallo e Michela la veste con materiali diversi. Lo studio sull’equilibrio inoltre è la mia attività principale da almeno quindici anni: studi sull’equilibrio ritmico, motorio, sullo sport, sull’apprendimento di questa facoltà. Per esempio, Leone (nostro figlio) è stato educato con il metodo ideato da Emmi Pikler, pediatra ungherese scomparsa all’inizio degli anni ‘80, con il quale il bambino, nei primi due anni di vita, raggiunge la posizione eretta in totale autonomia (senza aiuti, senza seggioloni, senza stimoli addestrativi o accelerativi da parte degli adulti). In questo modo il bambino nel passaggio da una vecchia ad una nuova posizione, si passa il “testimone” dell’equilibrio (che alla nascita possiede per natura), raggiungendo la verticalità con la perfetta aplomb posturale ed emotiva. Lasciare il tempo ad un bambino di seguire il percorso previsto per lui da madre natura non è prerogativa dei nostri modelli educativi, che inseguono l’illusione che accelerare i tempi d’apprendimento sia utile, e sia parte integrante del progresso”. Gli Eqvilibristi sono un gioco, una poesia, con la predilezione per il movimento della danza. Le ballerine equilibriste compiono evoluzioni molto armoniche e spettacolari, dalle quali è difficile distogliere lo sguardo. “L’attrazione così potente che abbiamo nei confronti dei movimenti pieni di armonia è pari al bisogno, profondo, atavico, di carpirne i segreti – concludono i due artisti – L’equilibrio è movimento, è errore ed aggiustamento continuo, nel corpo e nel pensiero, senza paura e senza aggressività”.

Laura Solieri