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A tu per tu con Elisa Stabellini che ci parla di responsabilità sociale d’impresa e sostenibilità

Elisa Stabellini fa parte della direzione di Edilteco Group, un’azienda che ha sede a San Felice sul Panaro, e fondata nel 1981 da un gruppo di imprenditori modenesi con la mission di portare nel campo dell’edilizia una ricerca finalizzata alla produzione di prodotti per un miglioramento del confort abitativo. L’abbiamo incontrata per voi.

Fate parte dell’associazione Aziende modenesi per la RSI dal 201. Perché avete deciso di aderire?
Abbiamo trovato che i valori e la filosofia che sottendono all’associazione ben si sposano con i valori della nostra famiglia e della nostra azienda. Devo dire che abbiamo scoperto, facendone parte, il grande valore della formazione garantita agli associati.

Come si accosta la parola sostenibilità a un settore come il vostro?
La parola sostenibilità nel nostro settore si lega principalmente all’aspetto della “sostenibilità ambientale”. Edilteco ha pensato infatti di fare prodotti leggeri e isolanti per dare maggiore confort abitativo. L’isolamento ovviamente incide anche e soprattutto sul risparmio energetico. Il settore dell’edilizia e dei materiali da costruzione infatti, dopo essere passato per il bio, l’eco compatibile, l’eco sostenibile, il “green”, si è finalmente evoluto arrivando a concetti quali quelli del “ciclo di vita”, della casa energeticamente autosufficiente o a bassissimo consumo energetico e infine, recentemente, al concetto di economia circolare.

A proposito di economia circolare, come la sviluppate all’interno della vostra produzione?
Per esempio attraverso il MIXXOL che è un sottofondo termoisolante composto al 49% da noccioli di oliva lavati e recuperati a seguito della snocciolatura e pressatura delle olive per la produzione dell’olio e il GUM GUM SPRAY, strato anticalpestio e fonoimpedente in granuli di gomma che derivano totalmente dal riciclo di pneumatici a fine vita. Sempre nell’ambito del riuso di scarti e rifiuti Edilteco, grazie anche al contributo della regione Emilia-Romagna sta portando avanti il progetto MAS.TER.PIECE: massetti ad alta efficienza termica, a ridotto impatto economico, aventi percentuali di materiale riciclato fino a un 85%. Inoltre facciamo parte del progetto CESME – Circular Economy for SMEs – il cui obiettivo è quello di promuovere l’accesso delle PMI all’economia circolare attraverso il miglioramento delle politiche locali.

E in ambito sociale quali sono le iniziative che avete messo in campo?
L’azienda si è sempre impegnata sul territorio dando supporto alle più svariate attività culturali, come il contributo e il supporto alla realizzazione di opere d’arte per il Festival della Filosofia di Modena. Tra la fine del 2016 e il 2017 abbiamo realizzato, insieme ad altri partner, un poliambulatorio ad Amandola, un piccolo comune in provincia di Fermo colpito dal sisma del 2016. Da diversi anni inoltre appoggiamo AGEOP (Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica).

E avete progetti rivolti ai giovani che ancora devono inserirsi nel mondo del lavoro?
Collaboriamo sia con le università che con gli enti formativi contribuendo alla formazione di giovani attraverso tirocini curricolari o extracurricolari in azienda. Nell’ambito del progetto Alternanza Scuola-Lavoro ci siamo resi disponibili ad ospitare degli studenti delle Scuole Superiori partecipando attivamente al progetto sperimentale dell’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Modena dal nome “YEP – Young Enterprising People.

Avete progetti futuri di RSI diversi da quelli attuali?
Al momento stiamo lavorando allo studio del Carbon FootPrint aziendale e regionale tramite un progetto di ENEA – Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile -denominato “Life CLIM’FOOT” e finalizzato a supportare l’adozione di politiche pubbliche per il calcolo e la riduzione dell’impronta di carbonio delle organizzazioni.
Abbiamo poi in programma di redigere un codice etico aziendale e stiamo studiando la possibilità di implementare progetti di welfare aziendale.

Paola Ducci