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Home > Consapevolezza > Dora, l’emporio solidale reggiano

Le famiglie in difficoltà possono trovare cibo ma anche partecipare a corsi di formazione e orientamento al lavoro per cercare di uscire dalla crisi

La gara di solidarietà, nel migliore stile reggiano, si è aperta con l’inaugurazione, ormai quasi un anno fa, dell’Emporio solidale ‘Dora’. All’Emporio possono rivolgersi 50 famiglie – indicate dai Servizi sociali del Comune e da Caritas – duramente colpite dalla crisi, senza occupazione e a rischio povertà, per ricevere gratuitamente i beni per vivere, come in un supermarket, ma senza l’uso di denaro, bensì con un sistema di ‘punti’.

Dora funziona come un minimarket, ma è molto di più. Qui i prodotti – dai cibi a lunga conservazione ai prodotti per l’igiene, dagli articoli per l’infanzia e quelli per la scuola – sono messi a disposizione gratis e i commessi sono volontari. Le famiglie in difficoltà possono rivolgersi all’Emporio per il cibo, ma anche per partecipare a corsi di formazione e orientamento al lavoro, al credito e al consumo, per cercare di uscire dalla crisi e rimettersi in piedi. Questi servizi integrativi vengono attivati di volta in volta sulla base dei bisogni degli utenti. I giorni di distribuzione dei prodotti sono il mercoledì pomeriggio dalle 16 alle 19 e il sabato mattina dalle 9.30 alle 12.30.

L’Emporio solidale non si sostituisce alle mense o alle attività di distribuzione dei pacchi o delle borse alimentari: lavora al loro fianco, perché aiuta altre famiglie. Per chi rischia di diventare un “nuovo povero”, andare all’emporio significa poter fare ancora la spesa con i figli scegliendo insieme i prodotti dagli scaffali, e usufruire di servizi dedicati. E’ un’esperienza che vuole durare nel tempo, coinvolgendo sempre di più il tessuto cittadino, le persone, le associazioni e le imprese. Lo fa tramite “Dora in poi”, la campagna di “mobilitazione permanente” per sostenere l’Emporio, le sue esigenze e le sue famiglie. È sempre possibile fare donazioni ed è sempre possibile collaborare come volontario, e sono inoltre previste diverse altre opzioni. Vi saranno momenti di raccolta straordinaria e continuativi in negozi e punti vendita che sostengono Dora, ed è poi possibile impegnarsi a donare per un periodo prestabilito un determinato prodotto. Ogni persona che aderisce riceve una tessera, con la quale si impegna ad acquistare per un anno un prodotto necessario all’Emporio, nella quantità che liberamente sceglie di donare. Tutti i donatori tesserati, periodicamente depositano i prodotti in uno dei punti di raccolta “Dora in poi” nelle aziende, nei negozi, nelle palestre, dove i volontari dell’emporio effettuano il ritiro per la distribuzione alle famiglie.

Si è scelto di dare un nome all’Emporio solidale.

E si è scelto il nome ‘Dora’ per due ragioni, entrambe antiche e significative. Nel primo caso, Dora deriva dalla parola greca antica doron, che vuol dire ‘dono’ e che al plurale suona appunto dora, cioè ‘doni’.

Nel secondo caso, dal dialetto reggiano rezDora, la padrona della casa.

“La Dora era una brava donna e una brava ‘rez-Dora’”, si legge infatti sul sito dell’Emporio (www.emporiodora.it.) e straDora lo dicevano le nonne quando abbracciavano e vezzeggiavano i loro nipotini.