Privacy Policy
Home > SOCIETÀ > Creatività incondizionata e colore per una moda vicina a tutti

Creatività incondizionata e colore per una moda vicina a tutti

Laura Bergamini e il suo atelier dove la fantasia incontra l’abilità sartoriale

La città come crocevia ideale di idee e creazioni. Laura Bergamini, per tutti Lola, 31 anni, originaria della Bassa modenese, da un anno vive a Modena dove in Rua Freda 8, una piccola laterale di piazza San Francesco, ha deciso di aprire il suo Lola Love Atelier. “Dopo aver terminato gli studi in Design e Discipline della Moda ad Urbino ho fatto diverse esperienze nell’ambito della moda ma il mio sogno è sempre stato quello di avere uno spazio dove poter creare i miei capi e così nel 2016 ho deciso di aprire il Lola Love Atelier – ci racconta Laura – Il mio atelier nasce come contenitore di idee e creazioni non solo mie ma anche di artigiani e giovani designer che seguono la mia etica e filosofia, ma da questo mese sono cambiate un po’ le cose e mi dedico esclusivamente alla progettazione e realizzazione dei miei abiti e capi su richiesta così da far uscire la mia vera essenza”. La passione di Laura per la moda nasce dalla sua mamma che fin da quando lei e i suoi fratelli erano bambini, ha sempre fatto personalmente i vestiti per i suoi figli. “La moda come la intendo io è espressione personale, creatività incondizionata e colore – racconta Laura – Il tempo della ricerca materiali e della progettazione dei vari modelli è la fase che più mi piace ma è anche la più faticosa. E’ un momento delicatissimo dove bisogna rimanere molto sul focus di partenza, cosa che ogni tanto faccio fatica a mantenere perché mi faccio prendere dall’entusiasmo nel vedere tessuti bellissimi e fantasie pazze. Utilizzo quasi esclusivamente tessuti di origine naturale, mi faccio guidare dal tatto, se il tessuto alla mano è bello per me è vincente. Con un bel tessuto si è già a buon punto”. Da sempre affascinata dalla Storia del costume e da quanto il modo di vestire ha caratterizzato la società in momenti storici importanti e di svolta, Laura ha scritto la tesi “Reform the Uniform” che tratta il tema delle uniformi in svariati campi, dalle più conosciute uniformi militari ai tabù del sesso. “Una delle cose più stimolanti che mi è capitato di fare è stato creare pezzi unici da donna da capi in serie da uomo, perché oltre a disegnare e creare abiti mi piace tantissimo modificare capi già esistenti e dargli una forma e un uso diverso dall’originale – dice Laura che declina la sua abilità sartoriale anche in ambito sociale, come nell’esperienza con la Banda Rulli Frulli – con loro le uniformi continuano a far parte della mia vita. La Banda nasce nel 2010 come marching band ma è dal 2012, dopo il terremoto, che il progetto prende una forma diversa e la Banda diventa un luogo, un insieme di ragazzi di età e abilità diverse che principalmente hanno voglia di stare insieme e di condividere la musica divertendosi. Piano piano il gruppo si allarga fino ad arrivare a più di 50 elementi e lo spettacolo prende forma. Per far sì che l’impatto fosse ancora più grande, insieme a Federico Alberghini, direttore della Banda, abbiamo deciso che servivano le uniformi da marinai. E’ stato un lavoro lungo e difficile ma impagabile a livello emotivo. Andavo la sera delle prove a prendere le misure ai ragazzi, per tutti magliette a righe, per i ragazzi pantaloni in canvas bianchi e bretelle e per le ragazze gonne a ruota. Vederli esibirsi per la prima volta sul palco vestiti così è stata un’emozione unica, anche perché vivendoli così tanto mi sento anch’io parte del gruppo”.