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Cibo e lotta allo spreco alimentare: l’esempio di Portobello

Nel nostro territorio esperienze virtuose di solidarietà e contrasto agli sprechi di cibo

I dati che la Fao (Food and Agriculture Organisation) riporta in materia di spreco alimentare sono allarmanti. Ogni anno 1/3 del cibo prodotto al mondo (1,3 miliardi di tonnellate) viene gettato in pattumiera senza arrivare mai sulle nostre tavole perché va a male in azienda, si perde, diventa immangiabile durante la distribuzione o viene eliminato senza essere consumato nei negozi, ristoranti e cucine. Si tratta di circa 4 volte la quantità di cibo necessaria a sfamare le quasi 800 milioni di persone sul pianeta che sono denutrite (fonte WWF).
Come possiamo far fronte a questo problema?
Numerosi sono i piani attivati in questi ultimi anni promossi dalle aziende stesse del settore food, dalle principali insegne della grande distribuzione, dagli enti pubblici e privati o da partnership vincenti che coinvolgono diverse realtà.
A Modena esiste dal 2013 un progetto di comunità che coinvolge cittadini, imprese, associazioni e istituzioni e che contribuisce in maniera attiva alla lotta allo spreco. Si chiama Portobello, un “supermercato speciale” che viene incontro a quella fascia di popolazione che improvvisamente si è trovata impoverita a causa di problematiche legate alla crisi economica (i cui strascichi sono ancora ben evidenti) o a sfortunate vicende di natura personale. Queste persone sono selezionate dai servizi sociali e possono accedere al market facendo gratuitamente la spesa pagando grazie a un budget mensile di punti.
Come si mantiene in vita questo anomalo supermercato?
Grazie alle donazioni di prodotti e denaro. Ci sono molte aziende del settore food e della grande distribuzione che hanno deciso di rifornire costantemente gli empori sia nei momenti in cui si trovano ad avere delle eccedenze di prodotti prossime alla scadenza che abitualmente. Oppure, oltre alle donazioni volontarie dei singoli cittadini, si organizzano periodiche raccolte alimentari in collaborazione con alcune delle principali insegne della grande distribuzione come Conad e Coop Alleanza.
Sabato 4 novembre sono state raccolte 8 tonnellate di prodotti grazie alla generosità dei cittadini di Modena e provincia, grazie al lavoro di 122 volontari e alla disponibilità logistica ed organizzativa dei supermercati Conad di Modena, San Damaso, Bastiglia, Spilamberto e Vignola. Quanto raccolto garantirà il sostegno a 200 famiglie al mese, che equivale a circa 900 persone.
Conad infatti ha creduto in questo progetto fin dalle sue origini, donando gli arredi necessari e fornendo le competenze indispensabili alla gestione per l’emporio modenese e successivamente per le altre realtà nate sul nostro territorio, da Sassuolo a Bologna, passando per l’emporio dell’Unione Terre di Castelli di prossima apertura.
Portobello è però anche un luogo in cui ci si mette a disposizione degli altri “come si può”, chi donando tempo o denaro e chi “ricambiando” quanto ricevuto dall’emporio con una attività di volontariato da svolgere nella struttura o nelle associazioni locali. È un ottimo esempio di quello che viene definito “welfare generativo”, cioè un tipo di welfare che sia in grado di rigenerare le risorse (già) disponibili, responsabilizzando le persone che ricevono aiuto.
Il periodo natalizio sarà ancora un’occasione per donare a Portobello olio, riso, biscotti e tanto altro. I beni si potranno consegnare direttamente al market di via Divisioni Acqui 81 a Modena oppure, in alternativa, si potrà effettuare una donazione in denaro tramite bonifico bancario. Tutte le informazioni necessarie per partecipare attivamente a questa nuova campagna di sostegno saranno presto disponibili sul sito e sulla pagina Facebook di Portobello.

Paola Ducci