Privacy Policy
Home > Architettura sostenibile > Bioarchitettura e innovazione al Premio Sostenibilità 2017

Bioarchitettura e innovazione al Premio Sostenibilità 2017

In chiusura della Settimana della Bioarchitettura e della Domotica la premiazione dei vincitori del concorso nazionale

Bioarchitettura e innovazione: queste le parole chiave del Premio Sostenibilità che, a cadenza biennale, seleziona e valorizza, a livello nazionale, le buone pratiche del progettare e costruire green. Al centro realizzazioni e progetti che seguono i principi costruttivi della bioarchitettura: rispetto e integrazione con l’ambiente naturale, controllo dei consumi di energia, impiego di materiali e tecniche non inquinanti e non nocive per la salute dell’uomo, sostenibilità sociale ed economica, innovazione. 68 i progetti partecipanti a questa edizione 2017 provenienti da tutta Italia.
I vincitori saranno premiati nell’ultima giornata della Settimana della Bioarchitettura e della Domotica (a Modena, Mirandola e Vignola dal 27 novembre al 1 dicembre) venerdì 1 dicembre alle 14.30 alla Rocca di Vignola. Due le categorie di edifici premiati: edilizia ex-novo e ristrutturazioni-restauro, entrambe suddivise in residenziale e non, e una menzione speciale dedicata alla domotica.
Si parte con l’edificio E.R.P in legno di Firenze, vincitore del premio per la categoria edilizia ex-novo residenziale realizzato per completare la riqualificazione urbana dell’isolato occupato in passato dalla fabbrica Longinotti. Si tratta di tre edifici realizzati con pannelli in legno massiccio a strati incrociati X-lam, una tecnologia moderna, eco-sostenibile e sismicamente sicura. Energeticamente i fabbricati residenziali rientrano largamente nella categoria nearly Zero Energy Building, risultato raggiunto mediante una forte coibentazione delle pareti esterne e un esteso campo fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, oltre a numerosi accorgimenti impiantistici.
Per l’edilizia ex-novo non residenziale il progetto vincitore è il Forum Fondazione Bertarelli a Cinigiano, Grosseto, che nasce da un approfondito studio delle modalità insediative dell’entroterra maremmano: da lontano come da vicino non si percepisce come un fabbricato, il foyer è uno spazio smaterializzato e invaso dalla luce, dal quale torna a essere visibile il paesaggio esterno mentre la sala concerti per 300 persone presenta una forma organica perfettamente conchiusa. Le strutture disperdenti sono coibentate da pannelli isolanti di elevato spessore; l’edificio è servito da un sistema autonomo, una pompa di calore aria-acqua ad alte prestazioni.
Si passa alla categoria ristrutturazioni: vincitore per il residenziale è Casa “UD” a Chamois, Aosta, il recupero virtuoso di un antico edificio in pietra del 1834 in un piccolo borgo della Valle d’Aosta.
L’edificio è pensato seguendo le regole imposte dall’ambiente esterno e costruito intorno all’uomo e ai suoi movimenti. La struttura di tetto, pareti e solai, in telai prefabbricati in legno e paglia di riso, montati in quattro giorni, assolvono in pieno le funzioni strutturale ed energetica. L’utilizzo di soli materiali di origine naturale a bassa energia grigia, il rivestimento esterno in pietra locale a spacco e altri elementi costruttivi integrano l’edificio al borgo esistente e rimandano agli archetipi dell’architettura tradizionale alpina, reinterpretandone i caratteri e gli stili in chiave low-tech.
Twinset Headquarters di Carpi Modena: questo il progetto vincitore per la categoria ristrutturazione non residenziale che ha fatto della valorizzazione e del recupero del patrimonio edilizio esistente il suo punto di forza. Si tratta di un fabbricato industriale degli anni ’70 trasformato, attraverso una completa rifunzionalizzazione, in una prestigiosa ed efficiente sede aziendale. L’intervento consiste in una parziale demolizione del complesso esistente, nel miglioramento sismico e nella ristrutturazione dei rimanenti 7.500 m2. A questi si aggiungono i circa 8.000 m2 del nuovo fabbricato che, abbracciando l’esistente su due lati, ridefinisce l’immagine dell’intero complesso, disegnando un nuovo fronte di impatto architettonico.

E infine, la menzione speciale domotica aggiudicata dalla Scuola primaria a Calcinaia, Pisa, costituita da un involucro esterno formato da pacchetti stratigrafici performanti sia nella stagione invernale che in quella estiva, con valori di capacità termica, sfasamento e attenuazione tali da non permettere il surriscaldamento eccessivo degli ambienti interni.
Come richiesto dal protocollo CasaClima School, sono stati raggiunti i requisiti indicati per il benessere indoor relativo all’illuminazione degli ambienti, alla salubrità dell’aria, all’assenza di materiali contenenti sostanze nocive (arredi compresi) e all’uso razionale dell’acqua.
L’impiantistica di avanguardia (climatizzazione ad aria attraverso pompe di calore, ventilazione meccanica con recuperatore termodinamico, impianto fotovoltaico, recupero delle acque meteoriche) completano la dotazione di questo edificio dalle elevate prestazioni energetiche e dalla chiara sostenibilità ambientale, ottenendo la prima certificazione CasaClima School in assoluto.

Queste le altre menzioni speciali:
– per la categoria edilizia ex novo: La casa di canapa di Cavezzo, Modena, la Casa sociale di Caltron a Cles, Trento, la Cantina vinicola Lipari e Lipari, Messina e l’Humanitas University Campus a Pieve Emanuele, Milano.
– per la categoria ristrutturazione: Villa Castelli, Bellano, Lecco.
Ai progettisti, inoltre, verrà data particolare visibilità attraverso pannelli espositivi ed eventualmente pubblicazioni che raccoglieranno i progetti vincitori e alcuni dei partecipanti.