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Acqua: le regole per bere sano

Dalla quantità da bere al giorno alle acque “povere di”: la parola all’esperto

L’acqua è il principale costituente del corpo umano, rappresentando il 50-60% del peso corporeo. L’uomo, al pari degli altri vertebrati terrestri, è dotato di meccanismi fisiologici volti a mantenere l’equilibrio idro-salino, non solo per conservare l’acqua, essenziale per la vita, ma anche per eliminare quella in eccesso.
“Da qualche tempo, diversi messaggi pubblicitari ci inducono a bere grandi quantità d’acqua per “tonificarci”, “pulirci dentro” e “idratarci”, ed è molto importante fare chiarezza”, spiega Marco Faustini Fustini, Neuroendocrinologia, IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. “La pubblicità sottolinea con grande rilievo l’importanza delle ‘acque senza’ questo o quell’elemento, ma, dal punto di vista medico questo non ha alcun senso, salvo poche e rare eccezioni. In realtà, l’acqua deve essere fonte anche di sali, che concorrono al benessere complessivo dell’organismo: se è vero che l’acqua è il principale componente del nostro corpo, è altrettanto vero che il sodio è il principale elemento al di fuori delle cellule. Un’acqua molto povera di sodio, pur essendo spesso propagandata come elisir di lunga vita e di bell’aspetto, trova assai poche indicazioni in ambito medico. Si può fare un discorso analogo per le acque povere di calcio: se si escludono alcune malattie molto particolari, non c’è motivo di consumare acque povere di questo elemento. Al contrario, in un’epoca in cui la popolazione assume scarse quantità di calcio con la dieta, assumerlo con l’acqua potrebbe aiutare a raggiungere il fabbisogno giornaliero e ridurre il rischio di osteoporosi”. È bene ricordare che la bevanda per eccellenza, per dissetarsi e idratarsi, è l’acqua che non dovrebbe essere automaticamente sostituita con bibite commerciali in genere troppo ricche di zuccheri”
Ma quanta acqua dobbiamo bere ogni giorno? “Ci sono alcune condizioni – continua Fustini – che richiedono modificazioni significative dell’introito giornaliero di acqua: ad esempio, nel caso di alcune condizioni morbose che compromettono, direttamente o indirettamente, la capacita del rene ad eliminare un carico di acqua si può arrivare a consigliare di non superare gli 800 ml al giorno. Al contrario, in caso di diarrea profusa o dopo un periodo di ridotto accesso libero all’acqua, è consigliato aumentare l’apporto idrico giornaliero anche fino a 3-4 litri. In ogni caso si tratta di condizioni patologiche che richiedono il consiglio del medico e il ‘fai da te’ è sempre da evitare. Una persona in buone condizioni di salute e con una dieta normale, riesce a smaltire anche più di 10 litri di acqua al giorno, ma in alcuni casi il corpo ha minori capacità di eliminare l’acqua in eccesso e si può arrivare alla condizione di iponatremia, ossia di ridotte concentrazioni sieriche di sodio, che viene a trovarsi maggiormente diluito nel sangue. In questi casi, bere grandi quantità di acqua – in alcuni casi può essere sufficiente superare i 3-5 litri al giorno – può portare ad un’intossicazione che, seppur raramente, può essere letale”.

Laura Solieri